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cinqueperdue

cinque per due, o meglio cinqueperdue non è un calcolo è un film.
un film presentato a venezia due anni fa che non ero ancora riuscita a vedere.
invece l’altra sera mi ci sono imbattuta per caso su sky.
 
con canzoni italiane degli anni ’60 in sottofondo, si raccontano frammenti di vita amorosa (sottotitolo del film), si guarda a una storia d’amore partendo dalla sua fine, il divorzio dei protagonisti, per finire con il loro primo incontro.
 
così marion e gilles divorziano, affrontano le crisi di coppia, hanno un figlio, si sposano, si incontrano per caso.
una storia raccontata alla rovescia, come non si dovrebbe fare, anticipando la fine.
 
ma il metodo narrativo rovesciato non toglie suspence alla storia, al contrario.
come sono arrivati a divorziare? quale è stato il loro cammino, chi erano, chi sono diventati?
capita quando due persone si lasciano di pensare che cosa mai le abbia tenute insieme, capita di chiedersi se hanno mai avuto dei momenti felici e perchè quei momenti non sono bastati a decidere di andare avanti.
 
quando guardiamo alla nostra vita passata lo facciamo sempre senza obiettività, un po’ perchè siamo coinvolti in prima persona, un po’ perchè valutiamo gli eventi in base a quello che sappiamo essere accaduto dopo.
valutiamo il perchè di un comportamento in base agli effetti che già conosciamo, e diciamo "ho fatto bene…ho fatto male…avrei dovuto…non avrei dovuto…"
ma le cose ogni tanto andrebbero guardate come in fotografia.
CLICK!
 
e allora ci rivediamo insieme a una persona per la quale ci siamo magari disperati o abbiamo fatto follie e ci chiediamo "perchè"?, ci vediamo accanirci per qualcosa che sapevamo già allora sbagliato. ma che non volevamo mollare.
e poi magari, sullo sfondo, vediamo un’ombra, una figura sfocata che si allontana, che riusciamo a distinguere a mala pena.
l’occasione perduta, o quella lasciata andar via per inseguire fantasmi.
sentiamo il suono della parola non detta, che oggi ci fa piu’ male di quella che abbiamo gridato.
 
sarebbe bello ogni tanto poter riguardare il film della propria vita a episodi, scollegati l’uno dall’altro, dimenticando per un momento il dopo, quello che è successo "poi".
siamo così curiosi di sapere come va a finire, siamo curiosi del futuro che ci dimentichiamo spesso di gustarci il presente…è come se guardassimo un film e alla fine non sapessimo raccontarne la trama, ma solo il finale.