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uno scrigno prezioso

mi piacciono gli oggetti, a volte mi viene davvero da pensare che piu’ essere io a possedere loro, siano loro a possedere me…
mi incuriosisce il modo in cui sono fatti, le forme, i colori, i materiali, il loro odore…amo i ricordi che evocano in me.
 
recentemente un collega appassionato di pietre preziose, ha comprato un anello importante, con tre grandi diamanti…ce lo ha mostrato e ho prestato la mia mano (era della mia misura piu’ o meno) per fare un piccolo reportage fotografico dell’oggetto .
 
era davvero bello, tre belle pietre molto grandi….
ma chissà perchè non riusciva ad affascinarmi…non riuscivo a pensare "mi piacerebbe averne uno così!"…non riuscivo nemmeno a vedermi in giro con un anello del genere….eppure i gioelli mi piacciono, soprattutto le pietre.
mi affascina pensare come la terra, combinando ad arte elementi altrimenti anonimi, crei a suo piacimento diamanti o carbone, topazi di mille colori, smeraldi, rubini, pietre così belle, così colorate, che riescono, con l’aiuto dell’uomo, a guadagnare una luce speciale…mi piace vedere come l’uomo sia sempre stato affascinato da questi prodotti della terra, da come, in ogni angolo del mondo e in ogni era, abbia sempre cercato di ornarsene per qualche ragione assolutamente inutile, semplicemente decorativa…un gioello non ti copre, non ti nutre, non ti protegge….e per giustificare il fatto di servirsene, ha attribuito alle pietre dei poteri ora curativi, ora divinatori….se la terra creava quelle meraviglie così diverse tra loro, doveva avere i suoi buoni motivi!
 
perchè allora quei tre diamanti grandissimi e lucenti, che stavano anche così bene sulla mia mano, non mi dicevano niente?
dopotutto diamonds are girls best friends, cantava la lorelei lee di "gli uomini preferiscono le bionde", sempre felice di scoprire nuovi posti dove portare diamanti…
 
mi sono incuriosita e ho dato un’occhiata ai miei gioielli….e ho capito perchè quelle pietre preziosissime e belle non mi comunicavano alcuna emozione se non un "che bello" nemmeno troppo convinto…
se faccio un inventario ho tantissimi ornamenti, anelli, ciondoli, orecchini e così via (pochi bracciali, mi piacciono meno e li trovo scomodi)…
moltissimi, anzi la maggior parte di loro, ha un valore economico davvero limitato, ma di ognuno potrei raccontare la storia…
molti vengono dai miei viaggi (è una specie di tradizione….in ogni viaggio devo comprarmi qualche cosa da mettere al collo che venga da quel posto), alcuni sono regali, altri li ho comprati da sola, o insieme a un’amica in una serata particolare…
 
certo, ho le perle della laurea, regalo di mio padre, ho l’anello di fidanzamento, un altro paio di anelli ai quali sono molto legata….queste sono le cose che – anche economicamente – hanno un valore…
ma il loro valore vero per me è affettivo…come lo è per tutte le altre cose che porto normalmente…un anello uguale, una collana uguale non sarebbe quella
 
il mio delfino di pomellato (quando lo persi in mezzo a un parco africano e lo cercai finchè non riuscii a ritrovarlo!), il monile tondo con il buco in mezzo del peru’, quello (che devo rinfilare) del marocco, il mio cartiglio con il nome dall’ultimo viaggio in egitto (quello era un sogno che accarezzavo da oltre vent’anni….l’ho pagato forse piu’ del suo reale valore, ma non me ne importava niente…un sogno non ha prezzo), il mio segno zodiacale in giada (il maiale….no comment) dalla cina, la mia ambra del chiapas (persi quella che avevo comprato in viaggio di nozze….una disgrazia…così mio fratello me ne portò un’altra dal messico – con un insetto piccolo piccolo dentro – e mio marito un altro bicolore dalla lituania), la collana di osso della namibia, il dente di squalo dalle maldive, una collana di legno azzurro da cuba e una piccola croce dalla grecia….
poi ci sono gli orecchini di filigrana di mia madre (l’altro giorno ne avevo perso uno….ho fatto la strada ginocchioni per ritrovarlo!) e quelli con la perla a goccia, quelli di madreperla, primo regalo di compleanno dell’ex fidanzato (ora marito…)..
e così via…solo per fare un breve elenco dei miei piccoli tesori…ognuno ha una storia….nessuno è anonimo…. 
e scrivendo l’elenco mi sono tornate in mente tutte le volte che ne ho perduto uno, la gioia del ritrovarlo, la tristezza dell’averlo perso per sempre (e non importa che qualcuno mi dica "te lo ricompro"….sarebbe uguale, ma mai lo stesso…)
 
e anche nella scelta di quale indossare giocano tanti fattori…non solo l’abbinamento ai vestiti…anzi, spesso scelgo come vestirmi a partire dall’accessorio che voglio indossare….
per esempio, se devo fare qualcosa di impegnativo (mi si prospetta una giornata pesante al lavoro, un problema spinoso da affrontare…) scelgo oggetti amuleto, regalati da persone che mi vogliono bene in occasioni particolari…oggetti che hanno – a parer mio – un influsso positivo….oggetti che mi danno sicurezza…viceversa per un viaggio scelgo oggetti che viaggiano con me da tempo (il delfino di cui sopra è con me in ogni viaggio…)…se esco per qualcosa di divertente scelgo oggetti comprati in un momento di vacanza o di relax…
 
ma che cosa guida la mia scelta? che cosa guida il "mi piace" e "lo voglio"?
non è la marca, tantomeno il valore, nemmeno il luogo dal quale vengono o l’occasione che mi ricordano…..
li ho osservati per bene, riposti alla rinfusa nelle scatole, e ho capito…
è la forma…è la lavorazione…è il colore…..è il modo in cui ognuno di loro mi sta addosso…
come se io scegliessi ornamenti a mia immagine, ossia oggetti che somiglino a una qualche parte nascosta di me, che la raccontino a chi, vedendomeli addosso, sia capace di interpretarla…una specie di esteriorizzazione della mia interiorità, un renderla in qualche modo sensorialmente tangibile.
 
allora ho capito che quello mi attrae di un oggetto è quanto di me riesce a raccontare a me stessa e agli altri.
 
e allora forse è vero che in definitiva non sono io a cercare loro…sono loro a trovare me…