dalle sabbie del sahara – parte II – l’hammam

che cosa si può fare in una calda e assolata mattina a djerba? quando il caldo diventa così opprimente che nemmeno in spiaggia si riesce a trovare refrigerio?
 
l’hammam!
 
l’hammam (o bagno turco) sta diventando molto di moda anche da noi…solo che per noi è sinonimo di centro benessere (di solito ne è una parte), di spa. in locali finemente arredati con stile arabeggiante, si ascolta musica orientale, si sorseggia tè alla menta e si viene massaggiati e cosparsi olii profumati. a roma ce ne sono alcuni dove puoi persino organizzare feste di compleanno!
 
l’hammam nel quale sono stata a djerba, beh, è tutta un’altra cosa…
dalle 5 della mattina fino a mezzogiorno è riservato agli uomini, un’ora per fare le pulizie e poi, dalle 13, apre alle donne.
 
il primo locale è un grande spogliatoio comune coperto di mattonelle colorate
nell’hammam non si entra senza nulla addosso…almeno un costume da bagno o la biancheria intima (una ragazza si è avvicinata alla cassa con la sola biancheria intima addosso “habillez-vous avant. vous payez après“…prima ci si veste, poi si paga, l’ha ammonita severa la cassiera).
il reggiseno lo togli (se vuoi) solo per fare il gommage, ossia per farti strigliare ben bene da una nerboruta signora che, con un guanto di crine e tanta energia, ti regala una pelle nuova di zecca (il guanto, va da sè, è lo stesso per tutte le persone che si sottopongono al trattamento…astenersi igenisti radicali e schizzinosi…)
 
si passa poi all’hammam vero e proprio, ossia altri tre locali, uno (quasi) senza vapore, uno piuttosto caldo e un terzo caldissimo (si resiste solo pochi minuti là dentro). all’interno ci sono delle specie di panche maiolicate dove sedersi e dei rubinetti di acqua fredda per aiutare a sopportare il caldo.
 
mi aggiravo senza sapere bene che cosa fare, cercando di passare il piu’ possibile inosservata (impossibile, dati i miei colori poco tunisini) e di spiare che cosa facevano le altre…
che cosa si fa in un hammam, mi chiedevo…..
la risposta è arrivata quasi subito, ed era la piu’ facile che potessi immaginare…quello che devi fare
ognuna, cioè, faceva una cosa diversa.
chi si faceva lo shampoo, chi si faceva (o faceva fare dalla nerboruta signora di cui sopra) il gommage, chi chiaccherava, chi si gettava addosso acqua fredda o calda, chi metteva i piedi a mollo nell’acqua fredda o calda…insomma, un momento di cura di se’, secondo le esigenze individuali…un vero e proprio bagno pubblico.
c’erano donne di tutte le età, ragazze giovani, donne anziane, mamme che lavavano con cura gattesca bambine di ogni taglia, persino una donna incinta (da noi le avrebbero proibito una cosa del genere…)
 
sembra strano andare a fare un bagno di vapore in un paese così caldo, in un mese così caldo e nell’ora piu’ calda della giornata.
invece si esce da lì che l’aria afosa diventa una piacevolissima brezza, con la pelle morbida e liscia….
 
un vero e proprio bagno rigenerante, in tutti i sensi…una bellissima esperienza, così diversa dalla nostra idea modaiola di hammam…lì, nell’atmosfera indefinita dei vapori, il corpo di rigenera, la mente di distende…ed è come se tutto ciò che non serve, nel corpo e nell’anima, uscisse e si disperdesse nel vapore.