dalle sabbie del sahara – parte I – djerba la douce

djerba la douce, djerba la dolce,
djerba, la grande isola tunisina immersa nel mare mediterraneo,
djerba, dalle case bianche con gli infissi azzurri, color del cielo,
djerba, isola piena di palme da dattero cariche di frutti.
 
djerba era (probabilmente) l’isola dei lotofagi, i cui abitanti si nutrivano solo dei frutti del loto, che dava loro l’oblio.
vi approdò ulisse, nel suo viaggio di ritorno verso itaca, e alcuni dei suoi compagni, assaggiato il frutto del loto, scordarono immediatamente il loro passato, il perchè di quel lungo viaggio e desiderarono solo restare su quell’isola meravigliosa per sempre.
furono strappati a forza dall’isola e ricondotti sulla nave, ma, vista la fine che fecero tutti quanti, forse sarebbe stato meglio restare e vivere senza memoria del passato.
 
djerba ha colori e odori familiari per chi viene dal mediterraneo, ha l’odore del mare, ha il rumore delle onde che si infrangono sulla riva, ha l’umidità che bagna i vestiti e increspa i capelli.
ha il cielo di un azzurro carico, abbaglia con il bianco delle sue case, come alcuni paesi della puglia o delle isole greche.
ha il sapore del pesce e dell’olio di oliva (la tunisia è il quarto esportatore mondiale di olio di oliva, dopo grecia, italia e spagna), ma il forte profumo delle spezie che ci ricorda che ci troviamo sulla sponda opposta dello stesso mare.
 
lontano dai ghetti arabeggianti dei grandi alberghi, le donne a djerba vanno sulla spiaggia completamente vestite, e completamente vestite (pantaloni, tunica, velo in testa) fanno il bagno…
noi, in due pezzi piu’ o meno castigati (che attirano sguardi incuriositi da parte degli uomini e severi da parte delle donne) le guardiamo con una certa commiserazione…”poverine…ma non avranno caldo?”, senza pensare che fino a qualche decennio fa facevamo la stessa cosa…uomini e donne…e senza sapere forse che lana e flanella erano i soli tessuti consentiti per i vestiti da spiaggia….e che l’abbronzatura era una cosa da contadini, assolutamente inappropriata per chi non lo fosse…o non lo volesse sembrare (la mia bisnonna si arrabbiava moltissimo quando mio padre tornava dalle vacanze nero come un carboncino. “questo bambino è diventato BRUTTO!!” rimproverava mia nonna…)
esattamente 100 anni fa, negli stati uniti la nuotatrice austriaca annette kellermann fu arrestata e rispedita in patria per aver sfoggiato (per nuotare…) un audacissimo costume che lasciava scoperte le gambe!
 
djerba è un’isola calda e umida (almeno ad agosto…), anche di notte, anche la mattina presto. un’umidità che taglia le gambe, che leva ogni forza.
così trovi le famiglie la sera che mangiano sul lungomare, pic nic ben organizzati e improvvisati barbecue, cercando forse di rimandare il ritorno nelle case arroventate dal sole solo alle ore piu’ fresche della notte, vedi gente che fa il bagno fino a tarda notte oppure già dalla mattina presto.
 
i fiori di loto forse ora non fanno piu’ frutti che regalano l’oblio (a volte servirebbero), ma, stesi al sole, resi deboli e indolenti dal caldo, non è difficile scordarsi almeno per un po’ della propria vita lontana…