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musica (infinita) per le nostre orecchie!

in periodo balneare, come negarsi letture balneari?
quindi eccomi sulla spiaggia, armata di settimana enigmistica, libro "iPod, dunque sono", Io Donna, l’inserto del sabato del corriere della sera e…ipod..
 
eccomi pronta per un pomeriggio di relax da spiaggia…
 
ed ecco che mi ritrovo a leggere un articoletto…manco a dirlo sull’iPod (è l’oggetto del momento, poca meraviglia che ne parlino tutti)…
un articolo breve, ma che mi ha fatta pensare, soprattutto alla luce del libro che sto leggendo, soprattutto alla luce del ruolo che quell’affarino ha nella mia vita….che mi ha indotto un serio esame di coscienza, che, come tutti gli esami di coscienza, lascia il piu’ delle volte il tempo che trova…
 
quando nei lontano anni 80 uscirono i primi walkman, ci ricordo tutti per la strada con le cuffie in testa…poi per un periodo abbiamo smesso…c’erano i cd portatili, ma li vedevi sui treni tutt’al piu’….erano un po’ scomodi e con il movimento il disco saltava..
poi è arrivato l’iPod, musica (infinita) per le nostre orecchie, oltre mille brani in un pacchetto di sigarette da dieci….se non piu’ piccolo…
e con quello è cambiato il nostro concetto di ascoltare musica…
già, perchè con l’iPod ci possiamo creare il nostro piccolo mondo musicale, fatto tutto di musica che ci piace, saltare i pezzi che non ci piacciono, o meglio, non metterli nemmeno per lasciare spazio ad altro..
insomma, una riserva infinita di qualcosa che non può non piacerci, una lunga compilation che non smetteremmo mai di ascoltare…
 
esatto….un mondo a misura di noi, a nostra immagine e somiglianza…
così diverso dal mondo fuori…
 
ma così rischiamo di non spengerlo mai quel cosino, di non ascoltare altro che ciò che ci piace…
che cosa accade allora quandoa ccendiamo la radio e sentiamo un pezzo nuovo? cambiamo canale?
che cosa accade quando qualcuno ci dice qualcosa che non ci piace sentire? passiamo al pezzo successivo?
 
iPod come metafora di un mondo di individui in sempre maggior isolamento?
iPod come metafora di una realtà virtuale, dove noi scegliamo quali emozioni evocare, senza lasciare al mondo che ci circonda il piacere di evocarle quando vuole? o di crearcene di nuove….
iPod come metafora dell’isolamento nel quale ognuno di noi tende, piu’ o meno rapidamente, a chiudersi? mondo virtuale, amicizie virtuali, amori virtuali, vite virtuali….ormai possaimo anche ritoccare i nostri volti e cambiare ciò che non ci piace.
 
siamo capaci di spengere il nostro ego e guardare il mondo? siamo capaci di vivere nel mondo, quello fatto anche da altre persone, con altre idee, con altri sentimenti, che occupano uno spazio che magari vorremmo occupare noi?
 
sono stata a un concerto sabato sera. uno dei classici della mia estate, sarah jane morris a villa celimontana…ho comprato là il nuovo cd, me lo sono fatto firmare, ho chiaccherato brevemente con lei, in carne, sudore e ossa…
naturalmente ho subito messo il cd nuovo nell’iPod e stamattina l’ho ascoltato venendo al lavoro…bellissimo, ma, signore e signori, l’emozione della serata è un’altra cosa, l’emozione della realtà è tutto un altro pianeta!