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niente emozioni, siamo impiegati!

ecco, non ho fatto nemmeno in tempo a tornare in ufficio e a farmi festeggiare dai colleghi che arriva la doccia fredda: in ufficio niente emozioni, altrimenti niente carriera!
 
eh già, i propri problemi personali si lasciano a casa (mentre quelli di lavoro normalmente si portano ovunque..), altrimenti niente carriera, ce lo dice Lucy Kellaway, editorialista del Financial Times…
sul luogo di lavoro non c’è spazio per sentimenti, per manifestazioni di debolezza…l’ufficio è una jungla, dove vige la legge del piu’ forte.
se mostri una minima debolezza sei finito, arriva un predatore e fa di te un sol boccone!
e allora mai lamentarsi dei propri guai con capo e colleghi (cresci colleghi, cresci serpi), mai e poi mai piangere in ufficio per una delusione lavorativa…
 
certo, vista così la situazione è nera….e viene da dare ragione al sociologo italiano intervistato per l’occasione che guarda con orrore al quadretto gelido e feroce del mondo del lavoro anglosassone….
certo, sarebbe meglio una maggiore umanizzazione del mondo del lavoro, in ufficio molti di noi trascorrono la maggior parte della giornata (la mia collega passa piu’ tempo con me che con le sue figlie…), è inevitabile legarsi a chi ci sta intorno per così tanto tempo, a chi divide i nostri stessi problemi….
ma sembrerebbe controproducente…
in ufficio si va dopo essersi arrotati i denti ben bene, non si va già mangiati, ma affamati come squali, si sniffano fialette di sangue prima di timbrare in entrata…
 
la mattina si dovrebbe entrare immaginando welcome to the jungle dei guns ‘n roses a tutto volume dietro di se’ e non l’adagio di albinoni o il canone di pachelbel…
 
non lo so, da un lato mi viene da pensare che sia vero, perchè in ufficio non si va per farsi degli amici, ma per lavorare, fare carriera e la carriera la faccio io se non la fanno gli altri e quindi, oltre a guardare me stessa, deo anche sorvegliare che cosa fanno e non fanno i colleghi, e…..
 
….….
fermi tutti!
 
è proprio così o siano noi che l’abbiamo resa così la situazione???
è vero che si deve essere squali a tutti i costi oppure siamo noi che ci siamo trasformati in squali per quell’homo homini lupus che in fondo forse è vero, ma che non è detto che lo sia?
che fine hanno fatto la solidarietà, il lavoro di squadra, la tensione comune a un obiettivo, il senso di appartenenza?
non sono piu’ di moda o semplicemente sono solo un approccio piu’ difficile alle cose?
 
mettere insieme persone diverse, cercare di motivarle, di farle lavorare insieme, cercare i punti forti di ognuno e valorizzarli, invece di mettere in evidenza le debolezze, cercare soluzioni ottimali con le persone che si hanno a disposizione, invece di cercare di cavare sangue dalle rape, è certo piu’ difficile per un capo…
piu’ facile fomentare, o per lo meno lasciare che si alimenti, l’innato spirito di sopravvivenza, il mors tua, vita mea che è facile scappatoia delle persone da poco.
piu’ facile far si che la gente si scanni per raggiungere un risultato, invece che farli collaborare tra loro per facilitarsi il mestiere….
 
non sarebbe piu’ produttivo avere persone anche moderatamente soddisfatte di ciò che fanno (è pur sempre lavoro, non mi aspetto che la gente vada in ufficio fischiettando e cantando garrula "andiam, andiam, andiam a lavorar" come i sette nani…), persone che sentono il lavoro come cosa propria, piuttosto che esseri abbrutiti, incattiviti, che appena possono scappano, che non hanno nessun amore per ciò che fanno?
 
divide et impera, diceva qualcuno…
 
e io ho di nuovo la brutta sensazione che ci siamo lasciati fregare…..