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l'utente desiderato ha dimenticato il telefonino….

oggi ho scordato a casa il telefonino…
 
 
l’avevo messo in carica e l’ho lasciato lì…a dire il vero me ne sono accorta quando ero in garage, avrei potuto risalire a prenderlo, ma….non mi andava…dopotutto sarò in ufficio dove ho un telefono fisso…per un giorno nessuno morirà se non potrà chiamarmi sul cellulare…ne’ morirò io…
ho lasciato a casa
 
strana questa giornata senza telefonino, senza sms….
una giornata che sa di un passato non tanto remoto….
 
oggi la nostra vita gira intorno a quell’oggettino (che ha piu’ memoria di quanta ne avesse il mio primo computer…..), un oggetto utile, ma indiscreto, necessario, ma invadente.
un oggetto che non siamo capaci di spengere in nessuna occasione…squillano negli ospedali, nelle chiese, a matrimoni e funerali, durante le riunioni di lavoro, nei cinema, nei teatri, durante i concerti, a pranzo e a cena…e non siamo quasi mai capaci di non rispondere….ci si ritrova talvolta in situazioni paradossali, seduti a tavola con persone che parlano con altre persone, o a passeggiare accanto a qualcuno che chiacchera con qualcun altro…
 
certo, serve…
certo, la sera quando esco da sola mi sento psicologicamente piu’ tranquilla se ho il cellulare con me (che poi, se razionalizzo, nel caso in cui mi trovassi in situazioni sgradevoli, potrei tirarlo in testa a qualcuno….si, si, potrei chiamare i carabinieri facilmente, si si, potrei chiamare il carro attrezzi se mi si rompesse la macchina…si, è vero, mi fa sentire piu’ sicura…)…non mi preoccupo di dire dove vado, perchè chiunque puo’ chiamarmi e saperlo….
 
però ricordo quando no ce l’avevamo il telefonino…
e allora avevo sempre le schede telefoniche nel portafogli, ricordo le serie delle città, quelle del Papa, quelle legate ad avvenimenti sportivi vari o ad artisti…ricordo quelli che ti si avvicinavano e chiedevano se gli davi la scheda usata, perchè le collezionavano…
 
ricordo che quando uscivo dovevo dare la mia posizione costantemente ai miei genitori…e allora cerca la cabina telefonica, trovane una che funziona….
il piu’ delle volte le serate finivano a cercare di tranquillizzare i miei genitori sulla mia posizione e sulla mia esistenza in vita….
 
e poi il fidanzato, che si chiamava dalla cabina telefonica….trasfromando tutta la scheda in parole d’amore…..
gli appuntamenti si davano precisi…"alle 20.30 ci si vede lì"…e non "poi ci sentiamo e vediamo dove siete voi e dove siamo noi e magari ci incontriamo"….
e se c’era un contrattempo non sapevi come avvertire chi ti stava aspettando…
 
quando partivi davi il numero dell’albergo nel quale stavi….ora non serve, tanto sei sempre raggiungibile…
 
era diverso davvero il nostro modo di vivere….
 
oggi passerò quindi una giornata un po’ all’antica….niente di male, certo, ma quando ci penso….si, lo ammetto….devo dire che sento che mi manca qualcosa e che – irrazionalmente – la paura di perdere una telefonata importante…beh….ce l’ho….