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Ipod dunque sono

lo spunto me lo dà il titolo di un libro che ho visto sugli scaffali di feltrinelli mentre uscivo dalla libreria carica di libri, tanto per fare una cosa diversa (per questo non l’ho preso)
una frase breve, un gioco di parole a tutta prima, in realtà un vero problema ontologico, un segno della grande novità della nostra società.
già.
perchè io sono uscita dalla libreria sorridendo di quel gioco di parole….con il mio Ipod al collo…
e fuori, nel mondo intorno a me, c’era un popolo intero dalle cui orecchie pendevano le cuffiette bianche dell’Ipod.
sul treno una volta eravamo in quattro, uno di fronte all’altro, con l’Ipod nelle orecchie.
grigio, celeste, rosa, verde
i quattro colori del (defunto) Ipod mini…
e ci guardavamo come se quella fosseil distintivo di appartenenza a un club…solo che normalmente chi si riconosce come mebro dellos tesso gruppo si sorride, si parla, scambia informazioni, mentre noi abbiamo condiviso solo -club degli asociali – il nostro reciproco silenzio e il nostro isolamento individuale…
 
era dai tempi del walkman che la gente non ascoltava piu’ tanta musica per strada, con l’indubbio vantaggio di non doversi portare dietro quantità abnormi di cassette…in quel cosino grande come un accendino stanno oltre mille brani (di piu’ nell’Ipod normale…)…
c’era una volta  la cassetta, oggi c’è la playlist, riassunto e compendio della nostra vita, della nostra educazione sentimentale e musicale, ora triste, ora allegra, ora romantica….ci sono le stelline per contrassegnare i brani,  non c’è bisogno di ascoltare un pezzo che non ci piace per arrivare al nostro preferito.
 
ormai quasi tutti andiamo in giro con la nostra musica, con i nostri ricordi musicali, le nostre passioni momentanee o antichi amori nelle orecchie…e qualche aspetto della vita quotidiana diventa piu’ piacevole, o per lo meno piu’ sopprotabile…
la lunga attesa alla fermata dell’autobus, il traffico, la folla in metropolitana, la fila alla posta, la sala d’attesa, anche la palestra o il footing….abbiamo in tasca sempre qualcosa che ci riporta a casa nostra, in vacanza, tra le braccia di un amore, in viaggio…qualcosa che ci allontana dal disagio, dalla fatica, dalla noia e ci porta dove vogliamo andare.
 
Ipod, dunque sono, allora?
 
e che cosa sono? sono la mia musica, i miei ricordi, il mio mondo?
sono una fuga nel passato della musica che mi evoca ricordi, incurante del presente? sono la costruzione di un mondo diverso da quello vero? sono la personalizzazione di un panorama che non mi sta così bene?
sono me stesso, chiuso nel mio mondo, senza desiderio di comunicare con gli altri?  per poi lamentarmi che il mondo non ha nulla da dirmi?
 
si, quell’affarino che ha piu’ memoria del mio primo pc (a dire il vero anche io mio telefonino ne ha di piu’…) ha rivoluzionato il nostro mondo….
io ce l’ho da poco piu’ di un anno…è stato il mio regalo di compleanno dell’anno scorso e già gli ho regalato tanti accessori carini, già ha viaggiato con me ovunque sono stata nell’ultimo anno, mi accompagna tutte le mattine al lavoro, mi porta al mare e mi fa compagnia sulla spiaggia, anche a casa accompagna le mie faccende…
è diventato a forma di me, è diventato un prolungamento di me….è…..me….e non solo perchè c’è il  mio nome inciso sopra (il che significa che non lo venderò finchè avrà vita…), ma soprattutto perchè dentro c’è la mia musica…..ossia ci sono io , ci sono le cose che mi paicciono, le emozioni ch evoglio rievocare e portare con me.
 
ieri pomeriggio, mentre riprendevo il motorino al centro di roma, oppressa da un tentativo di passeggiata nell’afa, mi sono sorpresa a pensare "ecco, ora mi metto una musica che mi rinfreschi un po’!"…
 
 
ormai con il mio Ipod faccio davvero di tutto…..