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irreparabile fugit tempus….

"E un astronomo disse: Maestro Parlaci del Tempo.
E lui rispose:
Vorreste misurare il tempo, l’incommensurabile e l’immenso.
Vorreste regolare il vostro comportamento e dirigere il corso del vostro spirito secondo le ore e le stagioni.
Del tempo vorreste fare un fiume per sostate presso la sua riva e
vederlo fluire.
Ma l’eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo
E sa che l’oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani il sogno di oggi.
[…]
Ma se col pensiero volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
E che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l’attesa"
[KAHIL GIBRAN – Il Profeta]
  
oggi a roma è una bruttissima giornata di pioggia.
sono uscita tardi di casa, perchè un muro d’acqua e un momento di giudiziosa prudenza mi hanno impedito di salire sul motorino alla solita ora.
cosi’ sono uscita appena ha smesso un po’ di piovere e – piano piano – sono venuta in ufficio.
 
oggi è proprio una di quelle giornate nelle quali sarei rimasta tanto piu’ volentieri a casa…
 
ma non tutto il male viene per nuocere, dato che ho avuto un’ora in regalo questa mattina, nella quale mi sono messa a fare un po’ di quelle cose che che normalmente non riesco a fare durante la giornata.
mettere a posto i giornali, buttare via quelli vecchi, mettere via un paio di maglioni ormai tropo invernali, qualche coccola extra al gatto…poca roba, ma in regalo…
 
quando mi capita di stare a casa durante la settimana mi accorgo di quanto siano lunghe le giornate, di come sia diversa la luce di casa mia dal lunedi0 al venerdi’, di come siano diversi i suoni.
i bambini che vanno e tornano da scuola, il traffico alle prime ore del mattino che improvvisamente smette, le mamme con i neonati a spasso per il giardino, gli anziani o gli studenti con i cani, i pensionati a gruppetti di due o tre che si incontrano e vanno a prendere il caffè e discutono animatamente.
tutta un’attività che nel fine settimana non c’è, o per lo meno è diversa.
 
una volta anche io facevo parte del popolo della settimana, oggi appartengo alla tribu’ del weekend, che vive la propria casa sono in quei due giorni frenetici, dove vorresti fare tutto e allo stesso tempo riposarti, ma non puoi e spesso giri a vuoto e ti stanchi inutilmente (sabato scorso avevo cosi’ tante cose da fare che per un’oretta buona non sono riuscita a razionalizzarle e decidere in che sequenza farle…una sorta di overload di attività…).
 
eppure…eppure…quante cose facevo quando non avevo niente da fare….e nemmeno i soldi per farle…
ci ho pensato l’altra sera, quando stavamo ritornando a casa e ho visto la gente uscire dal teatro quirino.
per anni a quel teatro avevamo l’abbonamento con le mie amiche.
il martedi’ sera…ogni due-tre settimane uno spettacolo, i nostri posti (economici da studentesse) vicino alla colonna…
abbiamo visto di tutto, da cose bellissime a lavori allucinati (ricordo uno strano interludio, durato dalle sette di sera all’una di notte – sei ore! – con gli attori che indossavano maschere grottesche sotto le quali sudavano e soffrivano e un paio di atti proiettati nel foyer durante l’intervallo).
 
oggi a teatro vado pochissimo (non ho piu’ fatto l’abbonamento e la pigrizia la vince su tutto), una delle tante cose che faccio di meno…
 
le mie giornate sono pienissime ora, di lavoro, di su’ e giu’ per la città, di cose da fare perchè vanno fatte (spesa, pulizie, bollette….)…piene di cose da fare, senza un minuto vuoto, ma alla fine della giornata mi ritrovo stranca e con la sensazione di non aver fatto tutto ciò che dovevo fare.
non c’è piu’ tempo per le cose che vorrei fare…
 
ora che lavoro (o meglio, ora che guadagno) potrei farne ancora di piu’….ma non ho tempo…
è proprio vero che chi ha il pane non ha i denti, e chi ha i denti non ha il pane…
 
si puo’ comprare un po’ di tempo?  temo proprio di no….
e allora, come si fa a inventarsene un po’?
bisogna aspettare una mattina di pioggia che ti impedisce di uscire per leggere un capitolo di un libro, aprire un cassetto, cercare qualcosa che non si trova?
un po’ di tempo magari
 
ben venga la pioggia allora!
 
 
p.s. il titolo di questo post è una delle mie citazioni preferite. il tempo non si può fermare, è inesorabile, inevitabile, inarrestabile…
eppure…eppure…a me sembra una cosa positiva…se non lo puoi fermare vuol dire che la vita fluisce insieme a lui, che c’è vita…e che il mondo va avanti, sempre.
guai se il tempo si fermasse!