Tags

Related Posts

Share This

dall'alpi alle piramidi – parte III – il museo egizio

il museo egizo del cairo è, manco a dirlo, il piu’ grande del mondo…
il secondo al mondo è quello di torino, nel quale sono piu’ o meno cresciuta…[puro campanilismo, NdR…]
 
il museo egizio del cairo da fuori sembra grande, si, ma non immenso, tanto che quando te lo ritrovi davanti ti chiedi davvero se sia vero che quello sia il piu’ grande del mondo…
entri, libero da macchine fotografiche (vietate all’interno), dribbli un paio di guide piu’ o meno improvvisate e ti addentri.
la concezione del museo è vecchio stampo, vintage, per rendere il concetto piu’ carino…(non me ne voglia nanni moretti )
grandi sale ammassate di cose, scarsissime e polverosse spiegazioni a volte in inglese, a volte solo in arabo, a volte nulla o nascoste sotto le teche.
 
attraversi sale e sale, senza un supporto mediale nemmeno piccolo piccolo (le cuffie all’ingresso sono l’unica nota tecnologica), senza una sala con proiezione a rotazione di documentario sull’egitto antico e sulla mummificazione o su qualche nuovo ritrovamento. solo messa stanzetta, finanziata da un’università amaericana, con una decina di teche piu’ moderne, fotografie a colori contestualizzate, diffuse spiegazioni in inglese, illuminazione spot…come  a dire "vedete, il museo moderno si fa cosi’"
 
ma quello è il museo piu’ grande del mondo, che cosa importa ldela disposizione dei reperti?
che cosa importa del colore delle pareti delle sale, del contenuto ammassato della tomba di tutankamon, quattro stanze in fila piene di oggetti e nemmeno una fotografia di come sono state ritrovate (per chi avesse curiosità e amasse il genere, consiglio la lettura del libro di howard carter, lo scopritore della tomba nel 1922, che si intitola "tutankamon"….una storia vera che sembra un libro di avventure!)
 
camminando senza meta nè metodo, da un momento all’altro ti ritrovi di fronte al tesoro del sarcofago di tutankamon (da levare il fiato. la maschera d’oro, il corredo funerario, i gioelli, gli amuleti della mummia, i vari sarcofagi…incredibili, antichi di oltre 3000 anni eppure lucenti, intatti, perfetti.
senza rendertene conto stai facendo la fila per la sala delle undici mummie reali, guardi il volto di ramses II, il grande, il faraone che regno’ per ben 67 anni. giace li’, dorme, in una teca di vetro, insieme a dieci altri faraoni.
si, li guardi in volto, li guardi nei loro occhi chiusi placidamente.
e poi ti trovi di fronte al busto di nefertiti, bella piu’ di un’attrice, elegante, regale, lo sguardo fiero e dolce.
 
girando stanchi per le stanze viene da pensare ai musei piu’ moderni e tecnologici e viene quasi da dire "peccato che questo non sia cosi"….
ma poi ci si affaccia dal balcone del secondo piano, si guarda giu’ verso quelle sale enormi e scure, quelle teche dall’aria polverosa e si capisce che il fascino del museo del cairo è anche in quella sua aria vintage, ma no, diciamo le cose come stanno, le parole sono davvero importanti, ha l’aria di vecchio!!!
il suo fascino risiede anche nella polvere, nella catalogazione antica, nell’idea che non ci sia nemmeno un registro esatto di quello che è esposto e men che meno di quello che non è esposto per mancanza di spazio (si sta costruendo un altro enorme museo ai piedi delle piramidi per contenere tutto cio’ che ora si trova nelle cantine del museo)
il fascino risiede nella fantasia che si deve sbizzarrire quando, in assenza di spiegazioni, ci si deve immaginare che cosa si sta guardando.
è affascinante perchè in quell’ammasso polveroso e buio puoi inventare tu il tuo museo!
 
certo, un museo multimediale è piu’ bello, piu’ utile, anche piu’ divertente.
 
ma questo, con quel suo gusto antico, ha una sua eleganza, una sua dignità, difficilmente imitabili.