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TechnoCasa

sono a meno quattro dalla partenza.
domenica vado in egitto, uno dei viaggi dei miei sogni, uno di quelli – per me che volevo fare l’egittologa… – da scrivere con la V grande.
e sono alle prese con la valigia (anche se manca acora tempo…), cosa che, come dissi tempo fa, non amo fare…
 
e oltre ai vestiti, devo fare anche l’elenco della tecnologia che devo (voglio?) portare con me.
immancabile telefonino, per essere sempre raggiungibile e raggiungere
immancabile Ipod, per riempire di musica i silenzi e i tempi morti
immancabile macchina fotografica (ne ho una nuova e non vedo l’ora di usarla…)
 
e poi???
 
che faccio, me lo porto il palmare?
e la chiavetta usb???
e il pc?
 
mi fermo un momento e mi rendo conto che potrei rinunciare a molte cose..
d’accordo, non al telefono, perchè ormai è una specie di sostegno psicologico, che ci fa sentire piu’ sicuri (in che modo poi non lo so…se razionalizzo, in caso di emergenza, in egitto, non saprei nemmeno che numero chiamare…)
l’ipod, ormai ne dipendo e lo ammetto…
rinunciare alla macchina fotografica, non scherziamo!!!
 
non sono una luddista, per carità, e sono favorevolissima a ogni sviluppo tecnologico…
ma sono contraria all’inviluppo mentale che rischia di derivarne.
 
il telefono è utile, posso chiamare o mandare sms a mio padre per tranquillizzarlo sulla mia salute senza cercare schede teleofiche e telefoni pubblici nei posti piu’ improbabili….
ma non deve diventare un pretesto per estraniarmi dalle persone di carne e sangue che mi circondano.
 
l’ipod mi permetterà di non annoiarmi in aeroporto o in aereo, o potrebbe anche alleviare il mio mal di movimento…
ma non dovrò permettere alla mia musica di coprire la musica, i suoni, le voci, del mondo che mi circonda. non dovrò impedirle di farmi farmi parlare con chi viaggia con me, perchè la parole scambiate durante un viaggio sono importantissime.
 
la macchina fotografica fisserà i miei ricordi, con le immagini sceglierò che cosa raccontare e come raccontarlo, darò la mia interpretazione del mondo che vedrò…
ma dovrò vederlo prima con i miei occhi quel mondo e non solo attraverso l’obiettivo o il display dopo averlo fotografato. e dovrò raccontare con le immagini quello che vedo, non immaginare come potrò modificarlo…
 
insomma, est modo in rebus, basta trovarlo, basta non farsi travolgere dal mondo che corre e ci vuole trascinare nella sua corsa, non importa se noi lo vogliamo o no.
dobbiamo scegliere noi il nostro passo e poterlo cambiare volta per volta….
anche se tutti intorno ci dicono che andiamo troppo lenti, che dobbiamo correre di piu’, che dobbiamo arrivare presto perchè ci aspetta qualcosa di meraviglioso all’arrivo…
solo che la linea dell’arrivo si sposta sempre un po’ piu’ avanti…
e nessuno ci dice di guardarci intorno, perchè un viaggio non è solo la mèta, il futuro, ma è anche e soprattutto la polvere della strada che percorriamo, il presente.
 
è vero che certi treni passano una volta sola…..ma è anche vero che di treni ne passano in continuazione…
 
ce la farò?