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"le parole sono importanti!!!"

– no…io non lo so, però senz’altro lei ha un matrimonio alle spalle a pezzi…
– ma che dice??
– scusi, forse ho toccato un argomento…
– non è l’argomento, è l’espressione "matrimonio a pezzi"…
– preferisce "rapporto in crisi"?
– dove l’è andata a prendere questa espressione? dove l’è andata a prendere????
– io non sono alle prime armi…
– "alle prime armi"??? ma come parla???
– anche se il mio ambiente è molto cheap
– il suo ambiente è molto…?????
cheap
– [schiaffo] ma come parla????
– senta, ma lei è fuori di testa!!!
– [schiaffo] e due!!! come parla???? come parla???? le parole sono importanti!!!!!!!!!!! come parla????
[Nanni Moretti da PALOMBELLA ROSSA]
 
già, le parole sono davvero importanti…
hanno un potere magico, evocativo, creano o distruggono rapporti, relazioni, possono essere plasmate, usate, con le parole possiamo sedurre o allontanare, convincere o dissuadere.
scritta o parlata, la parola, per chi la conosce e la padroneggia, è un’arma potentissima.
non per niente si dice che ne uccide piu’ la penna che la spada…
 
una voce suadente, la parola giusta al momento giusto, o quella sbagliata al momento sbagliato….e tutto cambia…
una parola puo’ fermare tutto, una parola puo’ far muovere ciò che era fermo, solelvarele masse o riportare la calma..
 
e ben lo sa chi lo vuole il dominio delle parole, che – dopo le risorse energetiche – sono lo strumento di dominio piu’ potente, ben lo sa chi vuole controllare ogni parola scritta o detta dove tutti possono leggerla o ascoltarla…
ben lo sappiamo anche noi, che abbiamo blog nei quali mettiamo le nostre parole, bottiglie lanciate nel mare di internet, in attesa di finire in qualche rete ed essere raccolte.
 
io – come forse potrete immaginare – amo le parole.
ne amo l’articolarsi, ne amo il suono, mi piace quando sono pronunciate da voci calde e profonde, tanto che, se la voce è davvero bella, rischio di distrarmi e non seguirne il senso, ma solo il suono…
 
ci sono poi delle parole delle quali non mi piace il suono.
io continuo ostinatamente a chiamare la moglie di mio fratello "mia sorella", con stupore di chi mi conosce da anni (hai una sorella???? non avevi solo un fratello??), fastidio da parte di alcuni (non capisco la ragione), perchè il suono della parola cognata mi infastidisce.
quel gn mi suona stonato, sgradevole.
guardate la posizione delle vostre labbra mentre lo pronunciate… gn gn gn… è quasi una smorfia…
sorella invece ha un suono rotondo, allegro, tutte quelle liquide (r ed l) le danno un suono zampillante, come di ruscello che scorre…pronunciandolo le labbra vanno all’insu’, come per sorridere..
 
non mi piace il suono della parola suocera, ma forse per il significato negativo che volente o nolente porta con se’…si immagina sempre una persona anziana, brontolona, sempre pronta a criticare…ma se guardo alla mia di suocera vedo una signora giovane, solare, sorridente e carina…una mamma e non certo una nemica…
 
non mi piace nemmeno zia/zio, anche se il suono della z è simpatico, sopratutto quando riferito a persone amiche e non effettivamente fratelli di un genitore…io non sono la zia dei figli dei miei amici, sono G. e basta….e se mi vogliono bene, se gli sono simpatica, è per loro scelta, non perchè in qualche modo gli sono parente.
 
delle parole che mi piacciono dovrò scrivere separatamente, perchè sarebbe davvero troppo lungo…
 
e poi c’è una parola che proprio non mi entra in testa, non so perchè.
avete presente quei grossi camion che servono a trasportare le automobili? quelli a due piani??? ecco, si, prorpio quelli, le bisarche!
e bisarca è proprio una parola che non mi entra in testa…non riesco a memorizzarla!
"pensa a due volte un’arca" mi ha detto una volta mio padre per farmela ricordare…l’associazione di idee ha funzionato per un giorno e la mattina seguente avevo scordato anche quella.
cosi’ appena ne ho vista una, la solita scena
"ecco una…una..una…accidenti!!!!! come si chiama???"
vuoto.
avrei voluto fermare l’autista per chiedergli come si chiamava quell’affare che stava guidando. invece ho dovuto chiamare mio padre per chiederglielo…
 
eppure è solo una parola inconsueta, non la lego a traumi, nessuna bisarca mi hai mai investito o ditrutto la mia casa o il raccolto…nessuna bisarca mi hai mai scaricato in testa il suo carico, ne’ la mia macchina nuova è stata sbalzata da una bisarca in un burrone distruggendosi e facendomi perdere tempo e soldi…
chissà perchè non riesco a ritenere questa parola…
se ci fosse qualche psicologo all’ascolto….
 
(beh, magari il fatto di averne parlato a lungo ora me la farà ricordare…)