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la voce del silenzio

siamo poveri
i piu’ poveri in europa
 
ma quello che ci manca non è il denaro, ma qualcosa di ben piu’ difficile da guadagnare, impossibile da accumulare e pertanto molto, molto prezioso.
 
il tempo.
 
la solita ricerca rivela infatti che gli italiani sono fra gli europei quelli che hanno meno tempo libero, solo 4 ore al giorno.
tutto il nostro tempo va al lavoro, agli spostamenti, agli impegni.
 
se guardo alla mia vita mi accorgo che è cosi’. mi accorgo che tutta la mia giornata è una lunga, ininterrrotta, corsa contro il tempo.
 
quando andiamo al mare e mio marito va in barca, si preoccupa sempre che io mi annoi…che restando sulla spiaggia io possa pensare di sprecare il mio tempo.
e non riesco a fargli capire invece quante cose io riesca a fare quando non ho nulla da fare e soprattutto quando non posso fare nulla.
 
quando sto sulla spiaggia posso leggere senza altre distrazioni, ascoltare musica, chiaccherare con qualche amico senza l’ansia di dover correre…
posso anche fare lunghe passeggiate in silenzio sulla riva del mare, ascoltando solo il rumore della risacca e dei miei pensieri.
 
posso permettermi il lusso di pensare. di pensare e riflettere seguendo il libero corso dei miei pensieri e libere associazioni, pensare senza stimoli e condizionamenti esterni che non siano il rumore dei miei passi.
 
ieri camminavo, per l’appunto, e riflettevo, partendo da una considerazine che ha fatto il mio amico Pier sabato alla presentazione del suo libro.
ha parlato di come in buona sostanza, le nostre emozioni, cio’ che ci colpisce, sia principalemnte esteriore, mentre stiamo perdendo la capacita’ di provare emozioni intime e profonde.
ci facciamo emozionare, insomma, invece di emozionarci.
 
una musica ci emoziona, un film ci fa commuovere, una storia scuote le nostre coscienze, un articolo di giornale o un servizio alla televsione ci aprono gli occhi, un fatto di cronaca ci indigna.
tutti stimoli esterni, che ci provocano le medesime emozioni in simultanea.
abbiamo bisogno di supporti, un oggetto, una canzone, una fotografia.
abbiamo bisogno di una madeleine e di una tisana di tiglio….
 
il silenzio ci fa paura, lo cerchiamo solo quando siamo disperati e non vogliamo emozioni sensoriali esterne che possano un giorno in futuro farci rivivere quel dolore. come se un dolore vero potesse sparire e tornare a comando e non restasse invece dentro di noi per sempre, e costruisse cio’ che siamo.
mi viene in mente una canzone di mina, la voce del silenzio.
"e improvvisamente
ti accorgi che il silenzio
ha il volto delle cose che hai perduto"
 
no, non sono d’accordo.
il silenzio ha la nostra voce, ha la voce di cio’ vogliamo trovare.
 
ieri potevo camminare con l’Ipod, scegliendo io la musica per emozionarmi, ma mi sarei persa il rumore del mare, il vociare dei bambini, l’abbaiare dei cani, il chiacchericcio indistinto delle altre persone che incrociavo sulla spiaggia.
 
la mia mente andava a ruota libera, spaziava da un ricordo all’altro, da un’emozione all’altra, da un progetto all’altro…a volte si incantava su un particolare, un colore, un volto. e si fermava li’ per un po’.
 
se avessi scelto qualsiasi altra distrazione non avrei fatto altro che riscaldare emozioni surgelate, invece di decidere di provarne di nuove.
e un’emozione non deve essere per forza uno sconvolgimento epocale nella nostra vita. basta anche qualcosa di piccolo, che si sistema li’, nella parte piu’ profonda di noi.
 
quante volte ci riempiamo la bocca di paroloni come "amore", "emozioni", "sentimenti" per dare di noi un’apparenza profonda e sensibile, mentre quello che usiamo è semplicemente un linguaggio da pubblicitari? da spot per una macchina o un profumo?
 
ci stiamo facendo rubare la nostra capacità umana (la capacità che forse piu’ caratterizza l’essere umano rispetto agli animali) di provare emozioni autentiche e originali.
la stiamo svendendo in cambio di emozioni precotte, pronte in tre minuti.
 
compriamo rumore, pensieri, sentimenti, tutto pret-à-porter, una nuova collezione per ogni stagione.
abbiamo paura del silenzio, che non ha il volto delle cose che abbiamo perduto, ha la voce della parte piu’ intima e vera di noi stessi.
e ne abbiamo paura perchè forse temiamo che se lo lasciamo parlare ci farà scoprire che in fondo a noi non c’è nulla di originale e vero…