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la coperta di linus

in questo mondo materiale, in continua ricerca della spiritualità, della "profondità" a buon mercato, pret-à-porter, che costi poco e faccia bella figura, quanto siamo legati agli oggetti?
 
me lo chiedo guardando il mio nuovo ufficio.
hanno trasferito tutto il mio gruppo in un’altra palazzina e ho avuto una nuova stanza.
 
mi piace cambiare stanza, è un po’ come cambiare lavoro…faccio finta di fare un lavoro nuovo, le facce sono sempre le stesse, ma sono in ordine diverso e alcune facce nuove ci sono…
 
quindi ho cambiato stanza, ho cambiato (in meglio) panorama, ho cambiato orientamento della scrivania, ho cambiato luce e ieri sera ho potuto godere di un meraviglioso tramonto.
ho cambiato prospettiva e palazzo, ma sulla mia scrivania ci sono le mie cose.
 
c’e’ la poltrona verde acido sulla quale appoggio il telefono
c’e’ il mouse pad che sembra un tappeto boukara
c’e’ il porta penne di jeans 
c’è quello con garfield (il gatto) che mi porto dietro dalla quinta elementare (me lo regalo’ una compagna di classe)
c’e’ il piccolo portaoggetti del peru’
c’e’ la mia lampada, quella che si ruppe e che un collega mi riparo’
c’e’ il mio lettore MP3 e i miei cd da ufficio
ci sono le mie essenze e i miei incensi
ci sono le mie fotografie e il mio planisfero con i pallini nei posti che ho visitato
 
insomma, è decisamente la mia stanza e somiglia (anche per profumi) a casa…
 
invidio chi ha uffici asettici, ma poi vedo il mio, dove dai faldoni spuntano fotograife, oggetti vari, dove in sottofondo c’e’ sempre musica e profumo di cannella…e credo di preferirlo cosi’…in fondo è il posto dove passo la maggior parte del mio tempo…da sveglia intendo…
 
e allora mi rendo conto di essere profondamente legata ai miei oggetti, alcuni che mi porto dietro da quando ho cominciato a lavorare…
 
quanto siamo legati alle nostre cose? quanto ci dispaice quando ne perdiamo qualcuna? quanto dipendiamo psicologicamente da essi?
 
ma gli oggetti sono solo cose, insieme di materiali diversi, colori, forme.
possono essere scomposte in parti piu’ piccole e perdere la loro identità.
magari legati a ricordi, ma non sono i ricordi…
magari legati a persone, ma non sono persone…
 
eppure chiunque se ci fa mente locale è legato ai suoi oggetti, alla loro fisicità e alla loro corporeità.
magari ci trinceriamo dietro la scusa del ricordo…
o magari, in modo ancor piu’ subdolo, dietro a quella dell’utilità..
 
già…che cosa faremmo senza il cellulare, il palmare, il pc, il lettore MP3?
 
siamo pieni di oggetti transizionali, di coperte di linus, di orsacchiotti mangiucchiati…
tutti che sostituiscono qualcosa….
 
senza i nostri oggetti abbiamo forse paura di perdere i ricordi? di perdere le persone? di perdere una telefonata?
 
chi lo sa?
 
io intanto mi rifugio nella mia scrivania, tra i miei oggetti familiari, con la mia musica.
 
e mi rendo conto che non sono io a possedere loro, ma sono loro a possedere me….e mi sento stranamente al sicuro.