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si, viaggiare…

Sì viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
dolcemente viaggiare
rallentando per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore…
 
[non credo serva specificare autore e titolo…]
 
 
quasi tutti i visitatori del mio spazio notano la lista dei viaggi, quelli fatti e quelli da fare…
 
in effetti, si, ho viaggiato molto parecchio, sopratutto se si pensa che ho cominciato abbastanza tardi, dato che fino a che non mi sono laureata non avevo ne’ il tempo, ne’ i soldi…
 
mi piace viaggiare, vedere posti e culture diverse, parlare con gente che parla lingue diverse, parlare la loro (quando la conosco), o una comune (se l’abbiamo) oppure a gesti e sorrisi…dicendo forse ognuno cose diverse, portando avanti conversazioni immaginarie (mi accadeva con i vecchietti in grecia che mi individuavano subito come straniera – chissà come – e in particolare tedesca….e li’ cominciavamo improbabili conversazioni sul mio essere invece italiana, loro penso dicessero avevo colori nord europei, io dicevo che ero mediterranea come loro…ma probabilmente dicevamo altre cose…)
 
mi piacciono i paesaggi diversi dai miei, mi piace scoprire abitudini diverse…mi paice assaggiare sapori diversi…
e ho sempre pensato che se avessi dei bambini mi piacerebbe fargli vedere il mondo, fargli vedere come vive la gente fuori dal loro paese…fargli vedere come vivono e come giocano bambini come loro nati sotto lo stesso cielo, ma su una terra diversa…
 
quando studiavo e non potevo viaggiare che con la fantasia, ricordo che collezionavo depliant turistici di posti che avrei voluto visitare, li studiavo come se avessi dovuto organizzarmi un viaggio, atlante alla mano, studiavo i percorsi, leggevo che cosa c’era da vedere nelle città…
avevo e ho tutt’ora una vera e propria passione per le carte topografiche, per le cartine delle città…
se mi imbattevo in un articolo di giornale su una meta che mi interessava lo ritagliavo…devo avere ancora i miei ritagli a casa di mio padre…
e allora non c’era internet, si faceva con la carta!!!!
 
una delle mie mete preferite era l’egitto (che resta tutt’ora in cima alla mia dream list), ho ancora i miei diari dei vent’anni con attaccate le fotografie delle piramidi e della sfinge (ero strana…invece degli attori e dei cantanti mi attaccavo tutankamon sul diario….vabbe’…..girava tempo fa un elenco delle stranezze…questa potrebbe essere una delle mie…pero’ non facevo i cuoricini…almeno quello)…
 
era bello quel modo fantasioso di viaggiare,anche se un po’ frustrante a veder bene (chissà perchè allora non lo sentivo come una frustrazione…)…
pero’ erano affascinanti quei preparativi a vuoto, quello studiare una meta fine a se stesso…quel partire senza dover preparare la valigia e senza il rischio di scordarsi qualcosa…
 
oggi quando devo partire faccio lo stesso…
prima studio, mi documento, mi informo…
 
ma c’è qualcosa di diverso…
se so che un posto lo vedro’, riesco meno ritenere le informazioni "astratte" rispetto a quando mi documentavo sapendo di non poter partire…
forse perchè – sapendo che le mie letture sarebbero state l’unica realtà che avrei visto – il mio cervello era piu’ attivo…o semplicemente piu’ fantasioso..
oggi se leggo qualcosa su un luogo nel quale sto per andare non riesco a immaginarlo e non riesco a concentrarmi come vorrei…è come se il mio cervello si concentrasse su altre cose, l’entusiasmo per la partenza, la curiosità, la lista delle cose da fare e da portare… i preparativi veri insomma
 
chissà…forse un luogo sognato è in qualche modo piu’ reale di un luogo che stiamo per visitare davvero?