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scrivere…..

"la graphomanie n’est pas la manie de crèer une forme, mais d’imposer son moi aux autres.
version la puis grotesque de la volontè de puissance"
Milan Kundera – Le livre du rire et de l’oublie
 
lo scrivevo gia’ a novembre, riflettendo dopo otto mesi passati a scrivere sul blog, a meditare la mia vita per scriverla, a riviverla rileggendola, a leggere altri blog, a frequentare forum.
ci pensavo da molto tempo, mentre scrivevo per me, una sorta di "terapia", ma mi accorgevo che a poco a poco cambiava il tono e mi rivolgevo agli altri, a un ideale quanto irreale pubblico di occhi…
mi accorgevo a poco a poco che scrivevo una storia, la mia, e raccontavo una vita (sempre la mia, perchè è l’unica che conosco cosi’ bene da poter raccontare….) e lo facevo interiorizzandola sempre meno.
cercavo di essere coerente, perchè se qualcuno mi leggeva (ma anche quando mi rileggevo io stessa) doveva capire per lo meno a grandi linee di che cosa stessi parlando, altrimenti sarebbe stato un soliloquio, una vox clamantis in deserto.
una perdita di tempo per tutti.
 
poi ieri una mia amica cita la frase che ho riportato all’inizio di questo post…
e mi apre un mondo…
 
si, avevo sempre sospettato (e mi ricordavo di averlo scritto appunto a novembre…) che questa possibilità di raccontarsi pubblicamente fosse da un lato una gran cosa, ma dall’altro fosse una specie di trappola
 
invidio i ragazzi giovani, dai 15 ai 20 anni che hanno questo mezzo nell’eta’ in cui hai maggiormente voglia e bisogno fisico di scrivere, nell’eta’ in cui ogni passione e ogni sentimento è amplificato, dove gli Amori sono sempre vissuti con tutti se stessi, dove le Amicizie sono profonde, dove i sentimenti forse sono puri, perchè in qualche modo fini a se stessi.
quando io avevo quell’eta’ potevo scrivere un diario, che se veniva letto lo era da chi non avrebbe dovuto (fratello, genitori….) e pochi fortunati avevano il giornalino della scuola o quello della parrocchia.
ma la propria voce non potevano farla sentire – virtualmente – a tutto il mondo.
io questo lo posso fare ore, che di anni ne ho 35 e a volte mi sembra di dover scirvere e urlare tutto cio’ che ho pensato e scritto sui diari in tutti questi anni…
 
ma proprio questa possibilità enorme di comunicazione globale ci fa sentire in qualche modo onnipotenti.
ci illude di avere sempre qualcosa da dire, di doverlo assolutamente dire, di poter cambiare il mondo con le nostre parole, di poter insegnare qualcosa a qualcuno.
 
in un forum che frequento ci siamo posti la domanda (nata dal commento di un frequntatore che fa lo scrittore) se si scrive per se stessi o per gli altri.
la risposta?
potrebbe essere data con la citazione di Milan Kundera.
 
si scrive per se stessi, ma non appena ci si rende conto che qualcuno ci legge subentra una specie di senso di onnipotenza, di potere….
e si scrive per gli altri, e se si scrive di se stessi ci si maschera e da persone si diventa personaggi…
solo che a volte ci si convince di essere prorpio il personaggio che si interpreta e non ci riesce piu’ a togliere la maschera che abbiamo indossato.
 
per inciso persona in latino significa maschera…la maschera che indossavano gli attori di teatro…
 
l’etimologia vorrà ben dire qualche cosa…