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un riassunto di me

io parlo poco
scrivo molto, ma parlo davvero poco. soprattutto di me stessa.
ci sono cose di me che non racconto e sono le cose piu’ dolorose, non le racconto perche’ ho paura diannoiare la gente, ho paura di rattristarla.
ho paura di metterla nella spiacevole situzione del "non so che fare, oddio, non so che dire, ma devo dire qualcosa, forse dovrei fare qualcosa….aiutoooo!"
 
ho cercato sempre di affrontare da sola i problemi grandi e piccoli che ho dovuto affrontare, tanto che la gente spesso non si è resa conto di quanto io stessi soffrendo.
ho indossato i miei sorrisi piu’ belli, ho preso le mie lacrime e me ne sono fatta gioelli, la cui luce nascondesse i miei occhi rossi e gonfi.
 
ho simulato allergie, ho ringraziato le lenti a contatto che porto "mi fa male una lente…devo avere qualcosa in un occhio" per nascondere lacrime ormai fuori controllo.
 
ho lasciato che chi piu’ amavo al mondo, al quale avevo affidato tutta la mia vita, ridesse di me e mi disegnasse come un mostro, poi come un nulla, infine come un ostacolo da eliminare.
io ho sorriso, piangendo dentro, ho vissuto, nonostante il mio cuore avesse smesso di battere.
 
ho ascoltato bugie cercando di indovinare la verita’.
ho indovinato la verita’ e ho lasciato ceh mi trafiggesse il cuore.
 
e tutto questo era mio, era dentro di me.
 
poi è uscito, perche’ non era piu’ possibile nasconderlo, perche’ ormai tutti avevano visto, percheè ormai non era possibile che io avessi sempre la polvere negli occhi, quando la finta tosse non riusciva piu’ a nascondere i singhiozzi.
 
ho parlato e cio’ che vivevo è diventato vero, mentre lo raccontavo diventava ancora piu’ grande.
 
accadeva di nuovo, accadeva sul serio.
 
ogni mia parola ascoltata da orecchie vere mi trafiggeva.
piu’ risultavano incredibili per loro le mie storie, piu’ io morivo….
 
mi sono sentita per molto tempo un carnefice, ero riuscita a vedermi con gli occhi di qualcun altro, ero la strega cattiva, che per pura crudelta’ distruggeva la bellezza nel mondo.
 
poi ho smesso di ascoltare cio’ che si pensava di me, ho raccontato che cosa soffrivo e soffro tutt’ora.
 
e all’improvviso ho capito qual’era la mia colpa.
esistevo.
ma non esisteva la Me vera, esisteva una specie di fantoccio che mi somigliava, ma era il personaggio di un cattivo racconto mal scritto.
 
quella non ero Io.
 
oggi sono ancora un carnefice, per chi si fa vittima dei propri delitti.
 
ma io oggi non mi sento piu’ il mostro cattivo….
 
nessuno ascolta il mio dolore, nessuno lo legge, e chi lo legge non lo puo’ capire…
 
scusate, un piccolo sfogo in una giornata di sole.
ma nel mio cielo ci sono nuvole e dietro quelle nuvole, altre ancora piu’ grosse.