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punto e a capo

prendo spesso in giro un’amica, che non ama la punteggiatura…
 
lei scrive lunghi periodi senza punti ne’ virgole e io mi arrabbio…
 
"mi viene il fiatone a leggerti!"
"quante storie per dei punti!" mi dice…
 
ma come ignorare il potere del punto?
 
tu racconti, cominci il tuo racconto cosi’, poi cominci a elencare e a ogni virgola del tuo elenco lo senti l’interesse – che pareva sopito – lo senti che si solleva immediatamente…
li senti i tuoi lettori, li vedi, quasi puoi toccarli.
vedi che a ogni virgola ascoltano, aspettano, fremono, sperano, immaginano, capiscono…..
 
ora hanno capito che cosa succedera’ e aspettano con ansia, golosi….
 
e….e…..
 
improvvisamente tu……li blocchi.
li fermi
una strega cattiva che ferma il tempo, interrompe il suo fluire incessante.
 
li lasci li’, a bocca spalancata e vuota, ansiosi e desiderosi di sapere, di capire, di conferme, di smentite.
"ti prego, non ora…non fermarti, non smettere!"…li puoi sentire…
 
ma tu li hai fermati con un punto, un segno che non è suono, ma che ha il potere devastante del silenzio, della pausa.
il potere di cio’ che non è detto, ma è temuto, sperato.
il potere dell’immaginazione e la schiavitu’ della curiosita’. piu’ sai piu’ vuoi sapere, piu’ sei curioso, piuì sei schiavo della tua curiosita’.
 
li hai attratti con le virgole, li hai ammaestrati con i due punti, ora li fermi con il punto, fermi lo scorrere de loro tempo.
crei l’aspettativa, il piacere della scoperta.
"che cosa verra’ dopo? che cosa c’e’ dopo il punto?"
 
il punto chiude.
 
punto e di seguito. oppure punto e a capo, per dare una frattura netta con il passato.
 
 
"punto, punto e virgola, punto, punto e virgola…che poi non si dica che siamo provinciali, che siamo tirati…"