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il mio grosso, grasso capodanno greco

e anche il 2005 se n’è andato…
in silenzio, con discrezione.
per me era arrivato con un grande fragore, rumore di non si sapeva bene cosa.
con quella maledetta autoironia che mi fregheraè fino alla tomba potrei dire che il rumore somigliava  molto a quello dei piatti rotti….
aveva portato promesse e bugie.
aveva portato speranze e illusioni, distacchi e riavvicinamenti.
aveva portato tante cose, ne aveva spazzate via tante altre…
non è stato un bell’anno e in qualche senso sono contenta che sia finito, anche se la vita di una persona segue gli anni del calendario, la vita si scandisce con episodi, esperienze, con le cose che ci capitano.
il calendario serve per l’anagrafe, per il budget, per pagare le scadenze.
serve per comoditaè e per convenzione, ma la vita non lo sa che deve seguirlo
 
oggi è gennaio perche’ è una convenzione, oggi è un nuovo anno perchè sono nata da questa parte del mondo, ma in cina ad esempio è ancora l’anno scorso.
 
il mio capodanno è stato molto tranquillo, cena in una piccolo ristorante-maneggio nelle campagne di creta, un piccolo paese dove sembrava che il 31 dicembre fosse una giornata come tante altre.
dove alle sei di sera i negozi erano ancora aperti e la gente non sembrava ansiosa di correre verso qualche festa.
nel ristorante ervamo pochissimi, la cena come se fosse una sera come le altre.
 
a mezzanotte, in lontananza, i fuochi d’artificio di Irakllio, il capoluogo, la "citta’", ci hanno ricordato che a mezzanotte c’era qualcosa da festeggiare…
ho fatto gli auguri ai miei amici dal futuro, perche’ in grecia l’anno nuovo arriva un’ora prima…ho sbirciato in anticipo quello che succedeva, ma non glielo ho raccontato.
 
mi è piaciuto questo capodanno en souplesse, senza cenoni, folle, simulazione obbligata di divertimento fasullo.
senza tappi di champagne che volavano, senza urla, senza "dieci….nove…otto….sette…sei…cinque…quattro…tre….due….uno…..!!!!!!!!!!"
senza minigonne e lustrini, indossando un maglione nuovo che avevo resistito per mesi alla tentazione di mettere perche’ "a capodanno si mette una cosa nuova", come a natale…come diceva la mia mamma
senza musica a tutto volume, ma accompagnato allegramente dal suono degli strumenti greci suonati dal figlio del proprietario, che a vederlo tutto si direbbe fuorche’ un cultore di musica popolare greca.
era conforme al mio stato d’animo.
niente da festeggiare veramente, solo scandire un’altra tappa.
in cuor mio, poichè sono comunque condizionata dalle convenzioni "calendariali", ero contenta che il 2005 fosse finito.
 
ho lasciato la primavera a creta, ventidue gradi, ieri mattina prendevo una bougatsa (un dolce con la crema) in camicia seduta in un bar all’aperto.
 
stamattina mi ha accolto una roma brumosa, vagamente simile agli inverni della mia infanzia lombarda, grigia…
anche qualche goccia di pioggia…
una roma che avevo lasciato nel caos natalizio e che ho ritrovato stanca e mezza addormentata, senza traffico, quasi irreale.
 
è un nuovo anno perchè ho cambiato la pagina al calendario, perche’ ho finito l’agenda dell’anno scorso.
perchè il mio capo mi ha chiesto di fare il consuntivo dell’anno passato.
 
ci sono cose che seguono il calendario, altre che seguono un ritmo tutto loro.
 
credo che per me l’anno vecchio non sia ancora finito.