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de vulgari eloquentia

mi faccio uno snobbissimo vanto di non aver visto la trasmissione incirminata, ma tanto me la posso immaginare la lite fra tale adriano pappalardo (so chi è) e tal antonio zequila (detto er mutanda, che se suonasse ora alla mia porta – altro snobbissimo vanto – non riconoscerei) ieri a domenica in…(che – ancora da perfetta snob – mi pavoneggio di non vedere da quando la presentava corrado e in mezzo c’era "attenti a quei due")
 
mi è piaciuto molto pero’ un articolo di aldo grasso sul corriere della sera di oggi.
 
la sostanza del commento è che questa volta non siamo di fronte alla solita finzione della finzione in diretta tv, quasta volta si va ben oltre…
da un lato, infatti, autori, conduttori e direttori invitano a bella posta personaggi rissosi e controversi e li fomentano, dall’altro gli stessi burattinai "moraleggiano" sull’accaduto che hanno fortissimamente voluto accadesse.
 
insomma, prima si fa un bel pagliaio, poi ci si butta sopra benzina in quantita’, gli si da’ fuoco e infine si moraleggia sul pericolo e sui danni degli incendi…
 
sono d’accordo, quella che è andata in onda non è stata la solita lite fra smandrappati della tv, ma una cosa ben peggiore, l’elogio e l’esaltazione dell’ipocrisia, del moralismo di bassa lega, della superficialita’.
 
 
ormai è tutto finto, anche la morale….studiata a tavolino per il pubblico di domenica in….
 
W la faccia, allora, di trasmissioni dove si presenta un caso patetico , ma recitato (male) da attori e aspiranti starlette televisive, sul quale discute un finto pubblico di finte persone "normali" a colpi di pseudo morale popolare trita e ritrita, riempiendosi la bocca di paroloni come "rispetto", "amore", "valori". "amicizia"..
 
ci sono delle parole che, per legge, si dovrebbero pronunciare solo previa autorizzazione…..