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amarcord

giornata senza traffico oggi a roma, blocco della circolazione dalle 10 alle 18.
 
sono andata a pranzo da amici che vivono verso piazza fiume.
non potendo usare la macchina ne’ il motorino, ho preso la metropolitana.
era un bel po’ che non la prendevo, dopo che durante gli anni dell’universita’ era stata la mia seconda casa…tutti i giorni lo stesso tragitto, le stesse persone.
piu’ che la mia casa era stata il mio salotto, dove facevo conversazione con e amiche, incontravo compagni di universita’, conoscevo gente nuova….
meglio di un locale alla moda…
 
ora invece sono schiava liberata dei miei mezzi, automobile (poche volte) o motorino, perche’ dove lavoro arriva qualche raro autobus, camion di maiali (giuro), ma mezzi pubblici pochi e lenti.
 
invece oggi ho fatto di necessita’ virtu’ e ho preso proprio la stessa metropolitana e sono scesa alla stessa fermata dei tempi dell’universita’.
 
la giornata si prestava all’amarcord oggi, con un silenzio irreale, poche macchine (quanche euro 4 e qualche furbo che tentava la sorte), poca gente in giro.
i negozi della zona chiusi, una giornata grigia e piacevolmente fredda.
una speci di dimensione parallela, una roma in un’altra dimensione.
 
ho percorso la stessa strada, senza quaderni co foglii di diversi colori per gli appunti, senza il libro per il prossimo esame da dare.
ho percorso la strada dei miei ricordi.
 
sono passata davanti ai negozi di via salaria, alcuni nuovi, altri che erano la’ anche ai miei tempi, alcuni nei quali sognavo di potermi comprare qualcosa (e nei quali ancor oggi vado a provarmi vestiti con un misto di soggezione e di soddisfazione).
ho ripercorso i miei passi, le mie orme, come se le potessi vedere sul marciapiede.
 
avevo i capelli lunghi allora, fino a meta’ schiena, biondissimi,
oggi sono corti e ramati, vestivo in modo diverso (era diversa anche la moda) e a tratti mi sembrava quasi di vedere camminare l’altra me, una persona diversa in un’epoca diversa…
la vedevo camminare con le persone con le quali camminava una volta e sapevo quali sarebbero rimaste con lei, quali se ne sarebebro andate, da quali lei si sarebbe allontanata.
riascoltavo i discorsi che faceva, i sogni che aveva, i suoi progetti…
 
un breve viaggio nella memoriai n metropolitana e a piedi.
 
pasquarelli era chiuso, niente cappucino con disegnato il cuore sopra, quello che faceva il barista a R. e a me, suscitando le ire del suo allora fidanzato…
caffe’ da natalizi allora.
e pasticcini per il pranzo domenicale….e li’ mi sono accorta che sono cresciuta, perche’ mi sono guardata riflessa nella vetrina….
non stavo andando a casa di qualcuno a studiare, ma a trovare amici a casa loro, non n quella dei genitori, amici che hanno bambini e che domattina, come me, andranno a lavorare.
 
dovei prendere piu’ spesso la metropolitana pero’, dovrei ripercorrere piu’ spesso la strada dei miei ricordi.
 
oggi, al modico prezzo di un euro di biglietto, per 75 minuti ho avuto dai 19 ai 25 anni.
 
meglio di qualunque trattamento di chirurgia estetica!