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che la terra ci sia lieve

oggi pomeriggio ci sara’ il funerale del padre di un’amica, un’amica che non e’ una qualsiasi, e’ la mia compagna di banco del ginnasio (esiste ancora il ginnasio??), e’ quella alla quale passavo i compiti in classe nelle materie nelle quali riuscivo meglio, alla quale facevo la versione di greco.
 
stavo a casa sua a studiare non dico tutti i pomeriggi, ma quasi, quella che mi regalo’ la prima trousse della Pupa (chissa’ se le ragazze la comprano ancora o solo le 35enni nostalgiche come me…) al mio diciassettesimo compleanno perche’ non mi truccavo per niente, quella che mi insegno’ a truccarmi (con scarsi risultati…..) e a vestirmi un po’ piu’ da "femmina"…
 
con lei siamo rimaste amiche anche quando lei cambio’ scuola, quando io cambiai quartiere.
io mi ricordo del suo compleanno e lei del mio.
nelle occasioni importanti lei c’e’.
e mi guarda e mi conosce
e mi riconosce sempre, anche se non mi vede quasi mai.
anche se non ci vediamo da tantissimo tempo (ora che ci penso l’ultima volta ci vedemmo proprio al funerale del padre di un’altra amica…), anche se non ci sentiamo spesso.
 
ho solo un’altra amica cosi’, che mi conosce meglio forse di quanto io conosca me, pur vedendomi cosi’ poco, che quando mi fa un regalo riesce sempre a trovare qualcosa che io mi sarei comprata da sola…anche se non mi frequenta tutti i giorni, che conosce i miei gusti piu’ di chi mi vive accanto con maggiore quotidianita’.
con la quale sembra che il tempo si sia fermato e quando ci si rivede, magari con un diverso taglio di capelli, un figlio in piu’, e’ sempre come se ci si fosse lasciate la mattina stessa a scuola.
e c’e’ sempre qualcosa da dirsi.
 
la morte di un genitore e’ qualcosa che rientra nel corso "naturale" delle cose, mentre la morte di un figlio e’ innaturale, e’ qualcosa che non si puo’ superare..
chi prima arriva se ne va per primo, la natura funziona cosi’.
ma resta sempre qualcosa di non detto, di non fatto.
resta sempre qualche cosa indietro e, per quanto ormai si sia grandi e indipendenti, ci si sente privati di un sostegno.
sembra che tutto diventi piu’ difficile.
 
per chi crede (e’ il mio caso), c’e’ la certezza che la morte altro non sia che il punto di partenza di qualche cosa di piu’ grande, il completamento di un percorso, una specie di "promozione" per merito.
e c’e’ la certezza che quella persona non ci lascera’ del tutto.
non avremo piu’ la sua presenza fisica, ma lei rimarra’ con noi, in posizione privilegiata, per aiutarci e guidarci.
se vorremo continuare ad darle retta.
 
che la terra sia lieve sopra a chi se ne va
e che sia altrettanto lieve sotto i piedi di chi resta.