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qualche domanda e poche risposte

Sempre più spesso mi capita di parlare con uomini sposati che elogiano ed esaltano le relazioni extraconiugali dicendo che il matrimonio non deve essere una prigione e che si incontra una persona interessante e stimolante non si deve rinunciare solo perché si è sposati.

Che il matrimonio è una relazione come tante altre, che l’idea di "indissolubilità" del matrimonio è il retaggio di una subcultura contadina retrograda, cattolica e ormai superata.

(per par condicio sento anche donne che elogiano le relazioni extraconiugali, ma di solito si tratta delle loro relazioni con uomini sposati e incompresi dalle mogli che li opprimono…un giorno farò una riflessione anche su questo, ossia della nostra diversa e poco obiettiva percezione dei rapporti a seconda del ruolo che occupiamo..)

E a me sorgono le solite domande.

La prima è

  1. Perché ci si sposa?
  2. Non mi pare di vivere in India (dove nemmeno ora è proprio più così) dove i matrimoni sono combinati (e forse alla fine la gente si impegna di più e si sente più "responsabilizzata"). Mi pareva che in questo nostro mondo occidentale, evoluto e acculturato, la gente "scegliesse" che cosa fare. Abbiamo grazie al cielo superato i pregiudizi sociali contro le donne nubili oltre i 25 anni, le ragazze madri, le coppie di fatto….

    In questo idilliaco panorama pensavo che una persona decidesse di sposarsi perché convinta di quello che faceva, ma evidentemente non e’ così.

  3. La fedeltà è un’usanza degli ignoranti, mentre l’infedeltà è sinonimo di cultura?
  4. Se così fosse sarei seriamente preoccupata per il concetto di "cultura" che andiamo affermando…

    Significa che per far vedere che sono una persona intellettualmente superiore ed evoluta devo tenere atteggiamenti libertini, altrimenti passo da buzzurro?

    Ma non dovrebbe essere il contrario? Non sono gli animali che non sanno frenare i loro istinti, mentre l’uomo – razionale – dovrebbe far governare il proprio corpo dal proprio cervello?

  5. Perché gli uomini (soprattutto i maschi intendo) hanno una visione drammatica del matrimonio?
  6. Perché ritengono che sia comunque una prigione dalla quale evadere, perché ritengono di DOVER comunque cercare qualcosa fuori, perché fuori c’è sicuramente qualcosa di meglio?

  7. Perché tutti si sentono di dover puntualizzare che nelle altre persone "non cercano solo sesso", ma molto di più?

Se davvero è la persona che interessa, quindi il suo complesso di pensiero, interiorità, valori eccetera, che bisogno c’è alla fin fine di andarci a letto, cambiando così definitivamente i rapporti con queste persone "speciali" che pullulano l’universo?

Non è piuttosto un modo come un altro per giustificarsi di fronte non tanto gli altri quanto di fronte a se stessi ("non sono una cattiva persone…io cerco di più…..io non sono come gli altri…la MIA non era una squallida storia di sesso come le altre…era "di più")?

Non sto condannando nessuno, non sto criticando nessuno…

Mi sto solo ponendo delle domande, domande alle quali non riesco a dare una risposta.

E alle quali per ora nessuno è riuscito a rispondermi in maniera convincente.