Tags

Related Posts

Share This

noi, che abbiamo avuto tutto

Che vita facciamo oggi?

Siamo piu’ ricchi, forse, ma quanto l’abbiamo pagata la nostra ricchezza, il nostro benessere?

I nostri genitori magari non avevano una casa grande, ma non era un problema, non facevano le vacanze tutti gli anni, ma non era un problema.

Oggi noi facciamo normalmente le cose che ai loro tempi facevano i ricchi, abbiamo due macchine, vestiti firmati.

Ma abbiamo la loro serenità?

Arriviamo a un momento nel quale ci possiamo dire “soddisfatti” o siamo condannati a una vita di eterna insoddisfazione, a inseguire continuamente quello che non abbiamo trascurando cio’ che invece è già nostro?

 

Noi trenta/quarantenni eternamente insoddisfatti, bambini mai cresciuti,convinti che nella vita si debba e si possa prendere tutto, convinti che perdere un’occasione sia un peccato mortale, senza stare a curarci delle conseguenze di ciò che facciamo.

Noi che abbiamo avuto tutto e piu’ di tutto, che non conosciamo la rinuncia, che stiamo portando a livelli estremi il nostro individualismo e il nostro egoismo. Perché “io” viene prima di ogni altra cosa.

Noi per i quali sono piu importanti i nostri spazi personali, i nostri momenti di vuota evasione, piuttosto che la fatica di costruire qualcosa di solido.

Noi per i quali ogni legame è un cappio dal quale scappare, che se ci leghiamo a qualcuno lo facciamo solo dopo aver puntualizzato che non rinunceremo “comunque ai nostri spazi”.

Noi che non stiamo a sentire e giudichiamo poco chi dichiara di avere dei valori “antichi”, come la famiglia, l’onestà, la correttezza.

Noi che reputiamo una mente illuminata chi ci racconta per filo e per segno le proprie performances sessuali, mentre reputiamo da poco chi vive e lavora per la propria famiglia e per essa fa magari rinunce e sacrifici.

Noi che guardiamo con commiserazione chi non ha tradito il partner, perché non sa che si è perso…perchè "lo fanno tutti", perchè "capita"…

 

Che cosa avremo fra dieci/vent’anni?

Di tutto questo nostro gran correre che cosa ci rimarrà?

Che cosa avremo lasciato dietro di noi?

Immaturità, pochi rapporti veri, molti rapporti superficiali, una marea di amici virtuali, nessun amico reale, perché magari non avevamo tempo da dedicargli e quando lui ne aveva bisogno noi non c’eravamo.

 

Ci stiamo costruendo una vita finta.

Dove il virtuale ha piu’ valore del reale.