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Columbus Day n. 505

Faceva caldo nell’ottobre del 1997.
Faceva così caldo che si poteva tranquillamente uscire la sera senza maniche e senza golfini.
 
Faceva caldo e il centro dell’Italia era scosso da continui terremoti. Cosi’ si correlava alternativamente il gran caldo fuori stagione ai terremoti e i terremoti al gran caldo.
 
Comunque faceva caldo e la terra tremava. Soprattutto la notte.
 
Faceva caldo ed era domenica.
 
C’era chi tornava dal week-end a casa, c’era chi il week-end lo aveva trascorso con un’amica che non avrebbe più rivisto.
 
C’era chi portava un tappeto e chi si ritrovava a dover fare il pesto nel mortaio con i metodi antichi, perchè proprio quel pomeriggio si era rotto un frullatore vecchio di trent’anni.
 
C’era chi cercava una strada e chi gli chiedeva se aveva visto la madonna.
 
C’era una casa da poco abitata che prendeva vita, c’era un divano rosso e un tavolo di plexiglas.
 
C’erano vino primitivo e taralli all’olio per cena.
 
C’era una chitarra che suonava "Tears in heaven". Per chi se ne era appena andato e per chi stava per arrivare.
 
E poi c’era chi stava lavorando sodo per costruire il suo prossimo errore.
 
Faceva caldo davvero quella sera di ottobre di tanti anni fa.