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senza voler esprimere giudizi

non voglio esprimere giudizi, o meglio, sentenze, ma la vicenda di paolo calissano mi fa riflettere molto.
 
le fotografie pubblicate su Internet del momento dell’arresto mi fanno riflettere…
 
è facile dire "aveva tutto, perchè ha fatto questa fine?", d’accordo, è facile,forse banale, ma al tempo stesso banalmente vero.
 
è un bellissimo uomo, ricco, di successo.
può (poteva) avere quello che voleva, ma a volte avere tutto non è abbastanza e allora si disprezza l’oro che si ha in casa e si va a cercare il fango fuori.
 
no, non mi va di giustificarlo, mi infastidisce leggere che i colleghi ora dicono "aveva dei seri problemi", certo che ne aveva, ma ne ha ancora di più la ragazza che è morta a 31 anni per una stupida festa di ricchi viziati, che non trovano modo migliore per divertirsi se non chiudersi in casa a friggersi il cervello.
ne avranno da ora in poi i suoi due bambini che hanno perso la mamma. e non certo nel migliore dei modi (ammesso che esista un modo "migliore" per perdere qualcuno che si ama)
 
ce ne sono di persone con problemi, ce ne sono persone che bevono, si drogano o si impasticcano per sfuggire alla realtà.
 
ma una persona che ha tutto, che ha in un anno soldi che altri non avranno mai in tutta la vita, che ha soddisfazioni (che valgono spesso ben più dei soldi) e gratificazioni che moltissime persone al mondo non avranno mai e poi mai, beh, sarò un po’ dura, un po’ troppo tranchante, ma non riesco a vedere nessuna giustificazione, non riesco a trovare nessuna attenuante.
anzi, mi sembra di vedere l’aggravante dell’aver agito per "futili motivi"….
 
e poi, scusate, ma se devo pensare a problemi che non siano i miei preferisco dedicarmi a problemi che siano veri, come il non aver da mangiare, non avere un lavoro, non avere una casa.
 
provo umana compassione per una persona in difficoltà, ma niente di più.
 
poi vedo quelle fotografie, quelle dell’arresto.
 
in una il calissano sorride alla telecamera.
sara’ l’effetto della cocaina, sara’ l’effetto dei tranquillanti.
sarà forse convinto che gli sceneggiatori troveranno il coup de theatre giusto per farlo uscore di prigione e dimostrare che era innocente e che aveva anzi agito per il bene dell’umanità…
 
e magari fra qualche mese lo rivedremo in televisione, accolto dagli applausi, il pubblico in piedi, che racconterà della sua brutta esperienza con la droga dei suoi errori e diq uanto questi lo abbiano reso un uomo migliore.
 
tutti abbiamo diritto a una seconda possibilità, ma come la mettiamo con chi gli errori se li va a cercare a bella posta?
e con quelli che i propri errori li fanno pagare agli altri?