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V puntata – Intermezzo culinario

V puntata
 
Intermezzo culinario
 
A questo punto occorre spendere qualche parola sulla cucina cinese.
Premetto che a me la cucina cinese che si trova in Italia piace, ogni tanto la voglia di un involtino primavera o di un’alga fritta si fa strada…
 
Mi aspettavo che la cucina cinese in loco fosse totalmetne diversa, anche visivamente, da quella riveduta e corretta per i nostri palati occidentali. Certo, diversa lo è, anzi è decisamente migliore, ma su alcune cose ci si sente proprio a casa.
O forse è vero che alla fine si vanno a cercare posti dove anche la cucina locale è stata in qualche modo edulcorata e resa più accessibile ai nostri gusti.
Certo è che anche nei posti più cinesi, dove ci si spiegava a gesti per far capire che si voleva mangiare (non sempre riuscendoci a dire il vero), beh, il cibo era davvero buono…anche se magari era meglio lanciare uno sguardo alle cucine solo DOPO aver mangiato…)
 
Gli highlight di questo viaggio, dal punto di vista culinario, sono stati molti.
Per la qualità la palma va a Pechino, con due esperienze meravigliose:
 
1. la cena a base di ravioli (ci si ostina a chiamarli "dumpling"  che è un nome inglese, anche quando si parla in italiano, non so perchè) in una casa negli hutong (quartiere vecchio e tradizione) di Pechino. I proprietari ci hanno fatto vedre come si preparavano, ci hanno fatti provare….i loro naturalmente erano fatti meglio, ma anche i miei ondulati "a forma di drago" sono stati apprezzati…
 
2. Mr. Duck, la casa dell’anatra laccata pechinese. Un ristorante che occupa un intero palazzo, con sale nelle quali sono stati ricevuti i principali diplomatici del mondo che hanno lasciato il loro commento su grandi tabelloni esposti, politici di vario genere e varie personalità locali e internazionali.
un’esperienza unica, dal vedere preparare l’anatra nelle cucine a vista, al momento in cui ti viene servita la tua, il cameriere la taglia con precisione chirurgica, ti indica come mangiarla, come preparare il tuo involtino di anatra e salsetta con le sole bacchette. Indimenticabile!
 
Per l’originalità non si può non menzionare l’Hot Pot di Chengdu.
L’HotPot appartiene alla famiglia della fonduta e della bourguignonne e si mangia seduti intorno a un tavolo, nel mezzo del quale arde una fiamma (a gas). Sulla fiamma è posto un pentolone comune nel quale si scalda allegramente un liquido rosso e picannte, le cui sole esalazioni liberano le vie respiratorie.
La cosa più piccante che si possa immaginare!
Il liquido sfrigola allegramente e così ci si intingono vari generi alimentari, carne, pesci interi completi di testa, frattaglie, budelli e milza, radici di loto, che si cuociono, diventano piccanti e bollenti e così si passa allegramente una serata.
Per noi avevano messo anche un pentolino più piccolo, nel quale sfrigolava un liquido non piccante, ma girando per i tavoli ho notato che tutti i cinesi mangiavano SOLO l’intingolo piccante.