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Parliamo un po' di Cina – I puntata – PECHINO

va bene, l’umore è quel che è, ma io sono una tigre del bengala e, anche se ferita, resto pur sempre una tigre del bengala…
e allora avanti, fiato alle trombe e parliamo un po’ di questo viaggio in Cina e Tibet…
 
Prima puntata….
 
PECHINO
 
chi ha visto Pechino fino a pochi anni fa ne ha un ricordo completamente diverso da quello che ho visto oggi io, e che certamente sarà ancora diverso da quello che vedrà il mondo intero nel 2008 in occasione delle olimpiadi.
 
L’immaginario colelttivo riporta a una Pechino poche macchine e tutta biciclette, oggi è vero il contario, traffico indiavolato da grande metropoli (16 milioni di abitanti forse ne fanno una metropoli a buon diritto), poche biciclette, una lunga e interminabile rush hour, a ogni ora del giorno e della sera.
 
Scendo dal treno notturno proveniente da Shangai alla stazione ferroviaria di Pechino e uscire dalla stazione mi sembra già un’impresa. Non so da dove arrivi tutta questa gente, non riesco a credere che fosse tutta sul mio treno e sui pochi altri che ho visto sui binari. Mi tuffo nel mare di folla, un mare coperto di ombrelli (piove a rendere il tutto più semplice), nel quale galleggiamo tutti, persone e bagagli.
La gente va avanti inesorabile, come se non avesso alcun ostacolo davanti, ti spinge, avanza, nulla la ferma. In un paese così popolato del resto non possono vigere troppe buone maniere.
la strssa irruenza vige fra veicoli. Sulla strada si va, si scorre, si avanza, macchine che sfiorano altre macchine, che mancano di poco ciclisti coperti da impermeabili colorati e pedoni. Ma nessuno sembra farci caso, nessuno protesta, nessuno lancia occhiatacce o insulti. Si va avanti e basta, imperturbabili.
L’impenetrabilità orientale si vede anche da come queste persone camminano, guidano, in una parola si spostano.
 
Vedere questo Paese che si muove fa pensare che avrà la stessa irruenza inarrestabile anche quando deciderà di entrare a vele spiegate nel capitalismo.
Forse quella sarà veramente la fine dell’economia moderna cone l’abbiamo conosciuta finora.
 
Che cosa ne sarà di noi quando i cinesi partiranno alla conquista del mondo?