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II puntata – la Città Proibita

II puntata
 
La città proibita
 
La città proibita oggi è tale solo di nome. Appena entrati il primo pensiero è quanto sia sensata la politica demografica cinese "non più di un figlio per ogni coppia" (anzi, forse sarebbe addirittura da limitare ulteriormente…), anche se questo vorrà dire un paese vecchio tra una generazione (e forse questo salverà la nostra economia)
 
La residenza un tempo unico appannaggio dell’imperatore, della sua famiglia e dei suoi dignitari, quel complesso sfarzoso e ricco di simbologie, misterioso e segreto per il popolo, oggi è invaso da migliaia di turisti come un grande magazzino qualsiasi.
Oggi l’imperatore avrebbe compagnia e potrebbe persino prendere un Frappuccino fumante (o magari quello nuovo freddo al tè verde….) da Starbucks , il caffè della catena americana, discretamente (ma non troppo) collocato all’interno del complesso.

Ma l’imperatore ormai non c’è più e riesce persino difficile immaginare che ci sia mai stato. Mao invece c’è ancora, la sua immagine campeggia gigantesca sopra a uno degli ingressi principali.
 

E’ difficile immaginare la città proibita vuota, vietata a tutti coloro che oggi si affollano e si spingono davanti alle sale, che scattano fotografie irrimediabilmente scure alla sala del trono (all’interno degli edifici ancora non si può entrare, ci si deve accontentare di sbirciare dalla porta) e si mettono in posa per le fotografie.
Il complesso ha perduto del tutto il fascino misterioso e silenzioso della residenza dell’imperatore, quella che i cinesi per molto tempo dopo la fine dell’impero guardarono con timore e rispetto e nella quale non osarono entrare sebbene fosse ormai consentito.
Oggi anzi sembra che i turisti cinesi prevalgano su quelli occidentali.
 
L’unico modo per assaporarla inviolata e magica è tornare a vedere il film di bertolucci?