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al posto giusto o sbagliato…

un altro attentato…un numero incerto e imprecisato di vittime…
già due italiani, altri quattro dispersi e più il tempo passa peggio è…
 
in questi giorni, in queste ore una domanda affolla la mia mente…
 
la gente scende in strada a dire "non abbiamo paura"
 
la stampa dice che "il terrorismo non vincerà"
il governi dicono "il terrorismo non ci sconfiggerà"
 
ma e’ vero???
 
Ma la gente HA paura, non prende la metropolitana (mai per le strade di Roma c’è stato tanto traffico di automobili  alla fine di luglio), cerca di evitare i luoghi affollati, preferisce non viaggiare, di certo per quest’estate al mare in egitto ci andranno in pochi…per tacere del nord africa e degli altri paesi islamici. o dell’estero in genere.
 
io vado in cina, che non è esattamente un obiettivo sensibile (ho ritirato i visti stamattina…per lo meno – mi son detta – c’è una selezione all’ingresso) ma mi sono sentita chiedere lo stesso "ma non hai paura?"
certo che ne ho.
ho paura che cada il mio aereo, che facciano un attentato all’aeroporo mentre ci  sono io.
 
ne ho ogni volta che mi trovo in mezzo alla folla, ma ne ho anche ogni mattina quando salgo sul motorino.
ho paura di cadere, di essere investita, di morire, di restare paralizzata. di diventare un corpo vegetale con una mente razionale.
ma sul motorino ci salgo ogni mattina lo stesso e prego sempre di arrivare sana e salva a destinazione e raccomando a Dio che vegli sulla salute il mio corpo….
 
 
dicono che non è uno scontro di civilta’, ma di fatto ora siamo "noi" contro di "loro", e anche quelli di "noi" che non hanno avuto mai nulla contro di  "loro" oggi li guardano con sospetto come potenziali pericoli.
e quelli di "loro" che non hanno mai avuto nulla contro di "noi", che hanno vissuto in mezzo a "noi" integrandosi, accettandoci e facendosi accettare oggi ci guardano con diffidenza, perche’ capiscono che li vediamo come il nemico, perchè potremmo mal interpretare un loro gesto e farli fuori.
perchè da oggi non ci va piu’ tanto di accettarli….
 
e questo certo non è vincere la guerra, ma una piccola battaglia si.
 
che cosa dobbiamo fare davvero per sconfiggere chi vorrebbe farci vivere nel terrore? per far si che i loro gesti siano inutili?
i poliziotti che sparano a un brasiliano scambiandolo per un terrorista, anche questa e’ una vittoria del terrore, perchè chi dovrebbe difenderci oggi si fa prendere dal panico e dalle emozioni e se non riesce a distinguere cio’ che e’ pericolo da cio’ che non lo e’ come potrà difenderci?
 
non so davvero più che cosa pensare…
 
stamattina andavo in giro per il centro di Roma e mi chiedevo "sarò forse nel posto sbagliato al momento sbagliato?"
ma come facciamo a dire qual è il posto giusto e quale quello sbagliato?